lunedì 26 febbraio 2018

Inizio (o del perchè Diorama)

PREMESSA.
Oggi, a un certo punto, mentre leggevo un libro che mi prendeva parecchio e sgranocchiavo cioccolata (anche se è lunedì, e si sa, da lunedì dieta), ho avuto voglia di scrivere. Creo un blog? Una nuova pagina facebook? Prendo taccuino penna e calamaio? Poi l'illuminazione: il blog esiste! Sono corsa a curiosare e mi è presa una certa ansia da prestazione: non lo aggiorno dal 2015.
Vi devo confessare che, per come lo stavo gestendo, mi sembrava assolutamente inutile perderci tempo. In fondo non era nient'altro che una fotocopia della pagina facebook: non apportava nulla di più, a voi e alla sottoscritta, della pagina fan della libreria. L'ho lasciato languire e badare a se stesso nell'universo di internet, consapevole che era ancor meno esigente di un Tamagochi.
Ma lui esiste e mi ha riaccolto senza alcuna reprimenda: mi ha anche ricordato la password, che per quanto mi riguarda è un evento eccezionale, visto che per ogni piattaforma devo ricorrere a "hai dimenticato la password?" almeno una volta al mese. E allora iniziamo, anzi, ricominciamo!
MAAAA... DIORAMA STA PER?
Ecco, cominciare dal nome potrebbe essere un buon punto di partenza. 
Non tutti sanno che quest'anno la libraia festeggia 10 anni di professione. È stato un percorso accidentato e pieno di ripartenze  ma una costante in questi anni è stata la domanda che prima o poi mi avete rivolto: "Ma Diorama sta per...?"
Mi sembra allora ragionevole cominciare da qui, e spiegarvi da dove nasce il nostro nome. Un diorama (ve la faccio breve) nell'Ottocento era una forma di spettacolo costituita da quadri che, illuminati, davano agli spettatori l'illusione di trovarsi di fronte a un panorama reale e alle sue variazioni di luce. Mi sembrava potesse descrivere anche il libro e la lettura: il libro (i quadri illuminati) e la luce (lo scrittore ma anche il lettore e il significato che quest'ultimo dà a quello che sta leggendo). Un libro non è altro che un "diorama", ti dà cioè la possibilità di entrare in un altro mondo.
Questa era la risposta che davo a chi mi chiedeva il significato del nome "diorama". In realtà l'avevo scelto soprattutto per un'altra ragione che per pudore o vergogna non mi andava di spiegare. "Diorama letterario" era il nome di una pagina letteraria degli anni '30 sulla quale avevo passato giorni e notti e che speravo potesse essere il primo di tanti studi che avrei portato avanti in ambito universitario. Finché mi sono accorta che non sarei riuscita a entrare in quel mondo e ho deciso di cambiare strada. Così ho scelto "Diorama", perché il passato, anche con i suoi fallimenti, non venisse cancellato dalla mia vita.
Oggi Diorama Kids vive di vita sua, senza alcun debito per il passato, con orgoglio per quello che è diventato. E ora?
UNA MAPPA DEL MALANDRINO
E ora il blog andrà avanti. Parleremo di libri (belli ma forse anche brutti, perché nessuno dice che esistono libri brutti?), e di tutto ciò che rimanda al variegato mondo dei libri e dell'immaginazione. Di cosa non parleremo: di me (giuro, non vi ammorberò dei miei problemi personali: ad esempio, non vi dirò che 5 giorni fa mi è morto il frigo e abbiamo il cibo sul balcone! Santo Burian!); non vi parlerò di cose che mi annoiano (il back office del libraio: chi trova interessante la catalogazione dei libri?); ma soprattutto, non so quando!
Solo questo posso dirvi: "Prometto solennemente di non avere buone intenzioni!".

1 commento:

Simona Coppero ha detto...

Allora ti seguo anche qui!!!